Sindrome metabolica

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I fattori incidenti nella sindrome metabolica sono la concomitanza di obesità, trigliceridemia e colesterolemia elevate, ciascuna dei quali è un fattore di rischio cardiovascolare,rilevate attraverso metodiche analitiche e antropometriche.
Il paziente affetto  da sindrome metabolica, deve intervenire su diversi punti che vanno dallo stile di vita , alla dieta e al controllo del peso e pressione arteriosa.
L’intervento primario è dato dalla riduzione del peso, dalla cessazione del fumo di sigaretta
-rieducazione alimentare
-riduzione calorica dai 500 alle 1000 calorie dell’introito calorico/die.

L’obesita viene distinta in due modi: centrale o viscerale e genoide, classica distribuzione del tessuto adiposo nelle coscie e glutei nella donna.

In questo articolo trattero la distribuzione centrale, detta anche a mela, tipica dell’uomo. Per obesità si intende come una condizione di eccesso di massa grassa rispetto ai limiti ritenuti normali per eta, sesso,statura, ecc.
Una prima valutazione viene fatta attraverso il calcolo dell’indice della massa corporea detta IMC:[sociallocker]

peso in kilogrammi/ altezza in centrimetri al quadrato
Il valore medio di questa misura va dai 18 hai 30, valore minimo di una persona magra (18) a 30 di una persona obesa.
Questa tecnica non è adatta per la misurazione della massa magra, quindi nel momento in cui un soggetto ha un elevata massa magra come nei body boulding, la misurazione dell’indice di massa corporea rileverebbe dei dati falsi.
Quando il valore del IMC supera il valore di 30, parliamo di diverse forme di obesita, che vengono distinte in primo grado, secondo grado, morbigeno.
Quando l’obesita e di tipo a mela, i rischi cardiovascolari aumentano, o comunque nel momento in cui e possibile misurare correttamente IMC, valori superiori a 27 potrebbero essere un primo allarme, dopo la quale e consigliabile una dieta preventiva associata ad attività sportiva.
La distribuzione del adipe nelle condizioni appena dette e correlata ad un eccessiva presenza di grasso a livello intraaddominale, e per tale espone a rischi cardiaci.
Spesso l’obesita è strettamente correlata all’insulino resistenza e problemi cardiovascolari, poichè questo tessuto risente poco del meccanismo anti-lipolitico dell’insulina e pertanto rilascia una notevole quantita di citochine infiammatorie che a lungo andare danneggiano il fegato e pancreas.
In un prossimo post scrivero della distibuzione a pera, spero che queste informazioni migliorino le condizioni attuali in italia, perche siamo di fronte a un obesita epidemica che deve essere contrastata.[/sociallocker]

 

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