RENZI SI E’ DIMESSO – NETTA VITTORIA DEL NO

Il premier annuncia che salirà al Colle e si commuove parlando della famiglia: “L’esperienza del mio governo finisce qui”. Seggi chiusi alle 23. Le preferenze per il Sì tra il 40 e il 42%. L’affluenza alle urne è stata quasi del 70%. E molte le polemiche per il caso delle matite cancellabili

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ROMA - Vince il No al referendum costituzionale e il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, annuncia le dimissioni: “Mi assumo tutte le responsabilità della sconfitta. Volevo ridurre il numero delle poltrone: la poltrona che salta è la mia”.

Visibilmente emozionato durante la conferenza stampa convocata a Palazzo Chigi intorno a mezzanotte, il premier ha fatto quello che aveva annunciato all’inizio della campagna elettorale, in caso di vittoria del No: “Domani pomeriggio convocherò il cdm, ringrazierò i miei colelghi e salirò al Quirinale, dove consegnerò le dimissioni nelle mani del presidente Mattarella”, ha detto, ringraziando quanti hanno lavorato perché le riforme andassero avanto e sotto lo sguardo della moglie Agnese, in sala per accompagnarlo, come ha spesso fatto nei momenti più importanti del suo mandato. E poco prima di incontrate la stampa, Renzi ha telefonato al presidente della Repubblica.

“È stata una festa in un contesto in cui tanti cittadini si sono avvicinati alla Carta costituzionali. Sono fiero ed orgoglioso della possibilità che il Parlamento ha dato ai cittadini. Il No ha vinto in modo straordinariamente netto”, ha detto il premier. “Mi assumo tutte le responsabilità della sconfitta. Chi lotta per un’idea non può perdere – ha aggiunto-. Voi non avete perso, sentitevi soddisfatti per il vostro lavoro. Vorrei che foste fieri di voi stessi”. Renzi ha proseguito: “Si può perdere un referendum, ma non si può perdere il buon umore. Io ho perso, in Italia non perde mai nessuno. Io non sono così: ho perso. Non sono riuscito a portarvi alla vittoria”. E, sottolineando ancora una volta di non essere mai stato attaccato alla poltrona, prosegue: “L’esperienza del mio governo finisce qui”. Poi prosegue: “Qui in questa sala saluterò il mio successore, chiunque egli sarà, e gli consegnerò la campanella e il dossier delle cose che restano da fare”.

Il verdetto delle urne. No nettamente avanti negli exit poll del . In base al quarto exit poll, elaborato ponderando anche i primi dati dello spoglio, di Ipr Marketing-Istituto Piepoli per la Rai, il Sì è al 40-42% ed il No al 58-60%. In base alla seconda proiezione Emg per La7 sul referendum, con copertura al 38%, il Sì si attesta al 40,5% e il No al 59,5%. In base al terzo exit poll Tecné per Mediaset sul referendum, il Sì è al 40-44%%, il No è al 56-60%.

Le reazioni. Immediate le reazioni: il leader della Lega Nord, Matteo Salvini, esulta: “Una giornata di liberazione nazionale. Renzi lascia un Paese diviso” ha detto.

Il vice segretario del Pd Lorenzo Guerini annuncia: “Noi come Pd convocheremo gli organi di partito entro pochi giorni, già martedì la Direzione, per le valutazioni dell’esito del voto referendario e per le iniziative da assumere”.

Tanti al voto. Il voto di oggi ha visto un’affluenza altissima, quasi al 70%, ma anche l’esplosione del caso delle matite cancellabili, che ha scatenato una vera e propria psicosi in tutto il Paese.

Psicosi matite. In tanti, preoccupati della possibilità che la preferenza espressa potesse essere in qualche modo sabotata, si sono presentati al seggio armati di biro.

Fonte:http://www.repubblica.it/speciali/politica/referendum-costituzionale2016/2016/12/04/news/risultati_referendum_2016-153452780/

Diflucan un antimicotico a pastiglie molto efficace

Diflucan è un antibiotico a pastiglie molto forte per la cura di malattie fungine. Più di un decennio fa i chimici dei laboratori della Pfizer stavano studiando i modi per sviluppare una nuova classe di antibiotici da utilizzare nelle condizioni che non possono essere trattate con i farmaci normali a seguito di un uso eccessivo di antibiotici.

L’impresa portò alla creazione di una nuova sottoclasse di farmaci sintetici basati sul Triazole, un agente antimicotico. Il Fluconazolo è il primo farmaco di questa nuova sottoclasse di medicinali, nonché il principio attivo di Diflucan.

Il Floconazolo allo stato grezzo si presenta come una polvere cristallina di colore bianco puro. Può essere somministrato sotto forma di: compresse, sospensione orale o iniezione.

In genere Diflucan viene somministrato tramite compresse, che hanno la forma di un siluro di colore rosa. Nella parte superiore della compressa è incisa la parola “Diflucan” accompagnata da un numero (50, 100, 150 o 200) che rappresenta il dosaggio in milligrammi.

L’uso di Diflucan pastiglie

Diflucan è un antibiotico molto potente. Di solito i medici lo prescrivono solo quando altri trattamenti antifungini non sono riusciti a curare una malattia fungina.

Diflucan è prescritto a pazienti che hanno la Candida, un’infezione fungina orale e genitale che può portare alla morte e può derivare da carenze del sistema immunitario, come l’HIV e cancro.

La Candida si presenta quando il lievito naturale del corpo comincia a mutare e moltiplicarsi. La Candida albicans è un lievito presente in oltre l’80% degli esseri umani e nella maggior parte dei casi è inoffensivo.

Il lievito si trasforma in un’infezione da Candida quando inizia a mutare e crescere ad un ritmo allarmante. La Candida albicans può iniziare a moltiplicarsi quando il sistema immunitario si indebolisce e non è in grado di fermare la mutazione e la moltiplicazione del fungo.

La crescita eccessiva del fungo Candida albicans può derivare da:

• uso prolungato di antibiotici o di farmaci sulfamidici
• ciclo di farmaci come gli ormoni steroidei (cortisone) o immunosoppressori
• consumo eccessivo di carboidrati o zuccheri
• consumo eccessivo di lievito di birra, prodotti con lievito o cibi fermentati (ad esempio aceto, birra o vino)
• gravidanza
• uso della pillola anticoncezionale dal momento che talvolta turba l’equilibrio ormonale del corpo.

Inoltre, i neonati sono molto sensibili alle infezioni da Candida. Circa il 90% di tutti i bambini ha la Candida albicans che viene loro trasmessa dalle madri.

Le donne sono più sensibili degli uomini alle infezioni da Candida a causa del fatto che hanno maggiori quantità di progesterone nel loro corpo. L’infezione può essere trasmessa anche attraverso rapporti sessuali.

I sintomi di un’infezione da Candida comprendono prurito vaginale o secrezione, bruciore di stomaco, sensazione di bruciore durante la minzione, congestione nasale o prurito.

Diflucan viene utilizzato da anni da molte persone per la cura di infezioni fungine. E’ un farmaco sicuro, gli effetti collaterali sono molto pochi (dolori muscolari, brividi, sintomi simil-influenzali, mal di testa o febbre).

Come la maggior parte dei farmaci, Diflucan può essere acquistato su Internet e viene consegnato direttamente a casa. Se si acquista Diflucan online, assicurarsi di fare acquisti presso una farmacia affidabile.

Rimedi quando hai troppa aria nella pancia

Il sogno di molte donne italiane, si sa, è quello di avere una silhuette invidiabile, con addominali in bella evidenza e pancia piatta. La triste realtà è quella però di dover combattere il più delle volte con l’evidenza di una zona addominale flaccida o un ventre caratterizzato da cuscinetti adiposi in eccesso. Nonostante il groupon acquistato con tanto orgoglio a Maggio per andare in palestra il nostro addome è tutt’altro che tonico e piacevole alla vista e la nostra priorità resta quella di riprendere una forma sfagliante, senza dover coprire le nostre smagliature.

Non sempre però le cause sono evidenti e spesso un problema addominale, nasconde qualche tipo di problema intestinale. Il nemico da combattere è spesso all’interno del corpo e non sulla prima pagina dei magazine femminili, pronto a ricordarci quanto siamo sovrappeso. Le ragioni della nostra pancia gonfia non sempre è legata a quanto cibo mangiamo, ma a quale tipologia di alimenti inseriamo nelle nostre diete.

Guardare la problematica sotto un unico punto di vista ci farà partire necessariamente svantaggiati e  andrà inevitabilmente per ridurre le nostre possibilità di vittoria contro la pancia gonfia. Osserviamo più in profondità i cibi che mangiamo, ma anche come li mangiamo, quale postura assumiamo e quanto tempo necessitiamo per masticarli. Anche se sembrerà bizzarro, ma ognuno di questi aspetti può indicarci la strada da intraprendere per migliorare la nostra condizione fisica e conseguentemente il nostro morale.

Pancia gonfia = aria nel colon

L’associazione d’idee è forse un po’ cruda, ma assicuriamo che serve per spiegare benissimo dove concentrare i nostri sforzi. L’aspetto da tener più in considerazione non è solo quello estetico, ma dovrà abbracciare anche tutti quei rimedi necessari per contrastare l’accumulo eccessivo di aria nella pancia. Solo dopo aver scoperto il modo per combattere i gas intestinali cominceremo a ridurre l’infiammazione dell’area addominale e potremo concentrare le nostre attenzioni agli esercizi più giusti per rinforzare quella zona del corpo e sperare di poter sedurre bellissimi uomini interessati solo a donne dal fisico asciutto e muscoloso.

Al di là di quelle che possono essere delle condizioni particolari durante le quali potrebbe accentuarsi questo tipo di disturbo, come nel caso di gravidanze o nelle fasi che precedono il ciclo mestruale, l’aria nella pancia è associata soprattutto a quello che assumiamo a tavola.

Cibi difficili da digerire

Si allude a quei piatti i cui ingredienti principali nascondono grandi insidie per l’addome, costringendolo a sforzi extra durante la fase di attraversamento del cibo tra le pareti del colon. E’ il caso di peperoni, fagioli e ceci, insidie reali per le nostre mucose. Anche specifiche intolleranze possono favorire l’accumulo di aria in pancia. Chiedetelo a coloro i quali hanno capito di non tollerare il lattosio, soltanto dopo aver abusato di latte e suoi derivati, senza riuscire a spiegarsi il perchè non riuscissero a dimagrire nella zona ventrale, nonostante tutte quelle ore trascorse a fare jogging o a seguire la regola dei tre passi.

Un rimedio naturale per l’aria nello stomaco

L’idrocolon terapia. Si tratta di un modo decisamente efficacie per conservare un colon sano e in splendida forma. Se ci si interroga su come pulire il colon è impossibile non arrivare alla conclusione di come, il migliore dei metodi, resti quello di sottoporsi ad un ciclo di sedute d’idrocolonterapia. Il principio di fondo è quello che l’intestino andrebbe lavato alla stregua di come  concentriamo i nostri sforzi nella pulizia del cuoio capelluto o dell’impegno che mettiamo nel lavaggio dei piatti dopo aver sparecchiato! Impedire che il cibo resti nel tortuoso condotto intestinale e si possa imputridire nel corso degli anni dovrebbe essere una priorità e allo stesso tempo potrebbe costituire una possibilità di risolvere l’estetica del nostro addome, messa a repentaglio dall’infiammazione. I trattamenti d’idrocolon devono essere affiancati da una dieta sana per essere ancora più efficaci. Per questa ragione sarà importante nutrirsi di molti vegetali crudi e di tanta frutta, oltre che bere una quantità sufficiente di acqua, tale da mantenere ben idratato il nostro organismo. E’ proprio la disidratazione dei tessuti uno dei fattori principali delle smagliature addominali ed è un nostro dovere educarci a bere più acqua possibile, rigorosamente naturale. Ovviamente non sarà un lavaggio intestinale a renderci subito belle e in splendida forma, ma se accompagnato da regolare attività anaerobica e da una dieta sana ed equilibrata, costituirà un rimedio vincente per debellare gas e inestetismi della pancia.

 

 

L’Italia manda l’esercito in Russia – Putin risponde “Se l’Italia è contro di noi faremo quello che e necessario” Si teme la guerra

L’arrivo del contingente al confine russo è previsto a partire dal 2018. La decisione è stata presa “nel vertice di Varsavia” tenuto l’8 e 9 luglio, ha spiegato il ministro della Difesa Pinotti a margine all’assemblea dell’Anci. Negli stessi minuti il ministro degli Esteri Gentiloni teneva conferenza stampa con il segretario dell’Alleanza Atlantica Stoltenberg. Che a La Stampa ha spiegato: “Italia guida della Task Force di azione ultrarapida in grado di intervenire in 5 giorni in caso di emergenza”

Putin

La decisione è stata presa “nel vertice di Varsavia” tenuto l’8 e 9 luglio, ha spiegato Pinotti a margine all’assemblea dell’Anci. Il vertice aveva deciso di formare un contingente Nato nell’ambito del progetto di rafforzamento delle frontiere orientali del Patto Atlantico. “Quando abbiamo fatto il vertice di Varsavia – ha detto il ministro – all’interno delle responsabilità che hanno assunto altre Nazioni è stata anche data dall’Italia la disponibilità di fornire una compagnia, quindi con numeri non molto consistenti, all’interno di una organizzazione che prevede il coinvolgimento di moltissime nazioni della Nato”.

La risposta della Russia non si è fatta attendere, proprio il presidente Putin con freddezza ha risposto ai giornalisti << Se la Nato è contro di noi se l’Italia è contro di noi, noi faremo tutto quello che è necessario per difendere i nostri territori, attaccando e distruggendo il nemico>>

Non sono parole di conforto quelle usate da Putin dopo esser stato informato della vicenda.

Alluvione 2013 a Ginosa (TA) dove morirono 4 persone – 30 indagati a Taranto

Una strage che si poteva evitare, quella dell’alluvione che il 7 ottobre del 2013 uccise quattro persone nel versante occidentale della provincia ionica. La tesi della Procura di Taranto è che a causare il disastro siano state omissioni e mancata manutenzione di impianti idrici e corsi d’acua da parte di chi doveva sorvegliare. Nell’inchiesta chiusa dai pm sono coinvolte 30 persone tra dirigenti e tecnici dell’Autorità di bacino della Basilicata, della Provincia di Taranto, dei Comuni di Ginosa e Laterza, del Parco naturale Terra delle gravine e dell’Acquedotto pugliese, accusati di cooperazione colposa in inondazione, disastro innominato colposo e omicidio colposo.

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Un violento nubifragio seminò morte e devastò interi paesi nelle zone al confine tra Puglia e Basilicata. Fango e detriti uccisero quattro persone. Rossella Pignalosa, una ragioniera trentenne di Ginosa, fu travolta dalla piena. Chiara Moramarco, di 25 anni, e suo marito Giuseppe Bari, 35, entrambi di Altamura, erano custodi di un cantiere a Ginosa: la loro auto fu travolta dal fiume di fango in contrada Pantano, i loro corpi trovati il giorno dopo l’alluvione. Stessa sorte per la quarta vittima, Pino Bianculli, 32enne di Montescaglioso (Matera), infermiere in una clinica a Ginosa. Tentò di fuggire allontanandosi dall’auto, ma fu travolto e ucciso dall’ondata. Vigili del fuoco e forestali impiegarono giorni per trovare il suo corpo portato via dal fango.

A tre anni dai fatti è una perizia del professor Luigi D’Alpaos, docente di ingegneria idraulica all’Università di Padova, a mettere nero su bianco ipotesi di responsabilità personali in quel disastro che oltre alle vittime provocò danni per decine di milioni di euro a scuole, edifici, abitazioni e aziende di Ginosa, Castellaneta, Palagianello e Laterza. A causa della piena di molti fiumi della zona, intere contrade rimasero allagate e isolate per giorni. A Castellaneta un ponte stradale crollò e diverse strade furono gravemente danneggiate.

L’inchiesta della magistratura punta il dito contro i dirigenti di tutte gli enti che avrebbero dovuto tenere sotto controllo la zona di confine tra la provincia ionica e la Basilicata,

 ritenuta a rischio idrogeologico e rischio inondazione. Negli anni precedenti c’erano state diverse altre alluvioni ma nel tempo, secondo l’ipotesi accusatoria, non è stata garantita la giusta manutenzione a impianti idrici e corsi d’acqua ostruiti da detriti e vegetazione. La forte pioggia del giorno precedente al disastro (il 6 ottobre caddero in zona quasi 100 millimetri di acqua), inoltre, avrebbe dovuto indurre i tecnici a dichiarare lo stato di preallarme.

Fonte: http://bari.repubblica.it/cronaca/2016/09/28/news/taranto-148675193/?refresh_ce